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  • LENIN e STALIN: i più grandi criminali di tutti i tempi
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Perché questo sito?

Per i professori e gli studenti in "okkupazione" con le bandiere rosse. Per le librerie che hanno 200 titoli sui lager nazisti (giustamente) ma neanche una copia di Arcipelago Gulag o dei Racconti della Kolyma. Per i mentecatti che sfilano con la falce e il martello, il simbolo di una ideologia che ha fallito ovunque e ha portato solo miseria morale e materiale. Leggi tutto

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I crimini del comunismo

Il comunismo ha commesso ogni genere di crimini: contro lo spirito, contro la cultura, contro il patrimonio dell'umanità. Tuttavia questi crimini non sono nulla al confronto dei crimini commessi nei confronti di uomini donne, bambini e famiglie.
E' stato calcolato che il comunismo abbia causato 100 milioni di morti. Leggi tutto

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Epigoni dei bolscevichi

I semplici e brutali slogan dei bolscevichi fanno ancora molta presa: non è infrequente sentire le vecchie trite e violente parole d'ordine ripetute fino alla nausea - e solo leggermente adattate - nei comizi di Grillo, nei "collettivi" dei centri sociali, nelle manifestazioni studentesche e negli scioperi. Leggi tutto

Ecologia al servizio della decrescita

Ecologia al servizio della decrescita

Il pregiudizio ecologista della magistratura non è sostenibile - Sacerdoti di cavilli e ipertrofiche norme ambientali, i giudici sono diventati agenti destabilizzanti dell’economiadi Alberto Brambilla | 03 Luglio 2015 - Il Foglio

Che brutta fine, bandiera rossa

Che brutta fine, bandiera rossa

Il simbolo di sfida del movimento operaio e della Resistenza è morto. Solo la bolsa retorica nostrana la fa rivivere di tanto in tanto. “Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa, sta per non conoscerti più, neanche coi sensi: tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie, ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli”: ma i poveri di oggi non sanno che farsene del pezzo di stoffa che tanto emozionava Pasolini, non lo conoscono, non lo sventolano. In cuor loro hanno capito che il simbolo è morto.

Viaggio nella vertigine: recensioni del libro

Quando uscì nel 1967 in prima mondiale l’edizione italiana del libro di memorie di Evgenija Ginzburg, Viaggio nella vertigine, l’effetto fu per certi aspetti sconvolgente. All’insaputa dell’autrice, si era riusciti a far pervenire in occidente un documento del samizdat di grandissimo spessore storico, umano e letterario che Marija Olsuf’eva seppe volgere in densa prosa italiana. Scrisse poi l’autrice: «io – che per lunghi anni avevo abitato le tane ghiacciate dei deportati … avevo la fortuna di essere pubblicata in una città che rispondeva al suono melodioso di Milano».

Molotov

Molotov: Molotov Pseudonimo di Vjaceslav Michajlovič Scrjabin (Kukarka 1890 - Mosca 1986), rivoluzionario russo, uno tra i più importanti funzionari sovietici durante l'epoca di Stalin. Si avvicinò al movimento bolscevico nel 1906, e da allora si fece chiamare Molotov (che in russo significa "martello").

Komsomol

Komsomol

Komsomol sigla di Vsesojuznyj leninskij kommunistièeskij soyuz molodëži (Unione pansovietica comunista leninista della gioventù), organizzazione di massa dell'Unione Sovietica, fondata nel 1918 come emanazione del Partito comunista dell’URSS, con il compito di inquadrare i giovani sovietici dai 15 ai 28 anni educandoli agli ideali del comunismo e di Lenin.

Soltanto Stalin

Soltanto Stalin

Il progetto di Gorbaciov di trasformare l’Unione Sovietica in una confederazione di Stati sovrani fallì dopo la secessione di varie Repubbliche. Nel settembre del 1991 l’Urss, già parzialmente disintegrata si dissolse.

L'Ungheria onora le sue 700.000 vittime dei campi di lavoro sovietici

BUDAPEST, Ungheria 13 maggio 2015 - Karoly Miklosi si stava recando al lavoro in stamperia nel febbraio del 1945, quando i sovietici lo acchiappò per il lavoro degli schiavi. I russi iniziarono a prendere i diciottenni prima in Romania, poi in Ucraina, per quello che gli ungheresi chiamavano "malenky robot", una traduzione distorta delle parole russe per "lavori umili".

Perché non è "figo" avere la maglietta di Che Guevara

Perché non è "figo" avere la maglietta di Che Guevara

Non è raro vedere magliette di Che Guevara indossate con orgoglio in ogni tipo di manifestazione da giovani e meno giovani in tutto il mondo. Il suo ritratto è uno dei più iconici: la famosa foto di Che Guevara è l'immagine più riprodotta nella storia della fotografia. Time Magazine lo ha nominato uno dei 100 personaggi più influenti del 20° secolo.

Documentario sull'isola dei cannibali - Nazino

Con il crollo dell'Unione Sovietica e la parziale apertura degli archivi, si è venuti a conoscenza di uno dei più terribili crimini commessi da Stalin. La deportazione di migliaia di persone in un'isoletta fluviale della Siberia senza nessun mezzo di sostentamento. Le migliaia di persone scaricate a Nazino trasformeranno questa isoletta sul fiume Ob’ in un autentico girone infernale. Disperati e affamati, alcuni di questi deportati cercarono la fuga nelle campagne, altri dettero l’assalto alle case dei villaggi e si trasformarono in ladri, assassini e cannibali prima di morire d’inedia o di essere sommariamente giustiziati.

La questione di Trieste

La questione di Trieste

Questione di Trieste: indica la lunga controversia sulla definizione dei confini che oppose l'Italia alla Iugoslavia dalla fine della seconda guerra mondiale alla stipulazione del trattato di Osimo nel 1975. Alla base della disputa vi furono, oltre Trieste, i territori del goriziano e dell’Istria passati sotto la sovranità italiana alla fine della prima guerra mondiale dopo un lungo dominio austriaco.

La mattanza delle foibe e le amnesie di Pertini

La strage delle foibe e le amnesie del presidente Pertini

Paolo Granzotto - Il Giornale, 15/02/2008 - In occasione della «Giornata del ricordo» che commemora i massacri delle foibe e l’esodo dei giuliani-dalmati mi sarebbe piaciuto rivedere le fotografie del nostro (?) presidente Sandro Pertini che, ai funerali di Tito, con aria affranta, toccava la bara del suo compagno.

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