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  • LENIN e STALIN: i più grandi criminali di tutti i tempi
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Perché questo sito?

Per i professori e gli studenti in "okkupazione" con le bandiere rosse. Per le librerie che hanno 200 titoli sui lager nazisti (giustamente) ma neanche una copia di Arcipelago Gulag o dei Racconti della Kolyma. Per i mentecatti che sfilano con la falce e il martello, il simbolo di una ideologia che ha fallito ovunque e ha portato solo miseria morale e materiale. Leggi tutto

crimini comunismo

I crimini del comunismo

Il comunismo ha commesso ogni genere di crimini: contro lo spirito, contro la cultura, contro il patrimonio dell'umanità. Tuttavia questi crimini non sono nulla al confronto dei crimini commessi nei confronti di uomini donne, bambini e famiglie.
E' stato calcolato che il comunismo abbia causato 100 milioni di morti. Leggi tutto

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Epigoni dei bolscevichi

I semplici e brutali slogan dei bolscevichi fanno ancora molta presa: non è infrequente sentire le vecchie trite e violente parole d'ordine ripetute fino alla nausea - e solo leggermente adattate - nei comizi di Grillo, nei "collettivi" dei centri sociali, nelle manifestazioni studentesche e negli scioperi. Leggi tutto

Il comunismo in cifre

Il comunismo in cifre

Ai dati dei genocidi indicati nella tabella sottostante vanno aggiunti i morti causati dalle carestie dovute agli errori di "programmazione economica" dei marxisti. Solo in Russia e in Cina i morti per fame, dovuti agli errori della programmazione del regime, ammontano a oltre 45.000.000 di persone. Altri 10 milioni circa sono stati assassinati volontariamente (Holodomor - genocidio ucraino - la carestia indotta in Ucraina per piegare i contadini) e quindi rientrano nelle cifre della tabella.

Vorkuta - terra di Gulag

Ritorno a Vorkuta

Colin Thubron - In Siberia - Capitolo 2 "Mancamento di cuore". Uno straordinario racconto per capire la vita degli abitanti e dei prigionieri che sono vissuti e morti a Vorkuta uno dei più terribili gulag dell'Arcipelago.

Mille chilometri a nord di Tobol’sk, passato il Circolo Polare Artico a bordo del bimotore Antonov, il paesaggio si trasformò. La foresta era sparita, e al suo posto baluginava una tundra senza alberi: un intricato tappeto argenteo di funghi e licheni. Non una strada o una ferrovia che lo solcasse. Per migliaia di chilometri quadrati si apriva una distesa selvaggia, costellata da una miriade di rivoli e laghetti, come se il continente si fosse trasformato in una spugna dove i fiumi si accavallavano fantasiosamente uno sopra l’altro, frantumandosi in cento direzioni diverse.

Nazino - l'isola dei cannibali voluta da Stalin

Nazino - l'isola dei cannibali voluta da Stalin

L'affare Nazino è un esperimento sociale di sopravvivenza effettuato dalle autorità sovietiche nel 1933 presso l'isola di Nazino [L'umanità divorata nell'isola dei cannibali], a circa 800 km a nord di Tomsk, nel distretto Alexandrovsky dell'Oblast' di Tomsk e coinvolgente all'incirca tredicimila persone o secondo altre fonti seimila, delle quali quattromila perirono nell'estate del 1933 per la fame o per il cannibalismo dei conviventi.

L'umanità divorata nell'isola dei cannibali

«Sull’'isola [Nazino - l'isola dei cannibali voluta da Stalin] c'’era una guardia di nome Kostja Venikov, era giovane. Faceva la corte ad una bella ragazza, anche lei deportata. La proteggeva. Un giorno, dovendosi allontanare, disse a un compagno: “Sorvegliala tu”, ma quello con tutta quella gente intorno, non riuscì a fare granché... qualcuno la prese e la legò a un pioppo: le tagliarono il petto, i muscoli, tutto quello che si poteva mangiare. Quando Kostja tornò, la ragazza era ancora viva. Lui voleva salvarla, ma lei aveva perso molto sangue e morì. Cose così erano all’ordine del giorno».

Episodi di cannibalismo nei regimi comunisti

Episodi di cannibalismo nei regimi comunisti

Il detto popolare, diffuso in Italia e in altri paesi, secondo cui "i comunisti mangiano i bambini" ha origini nell'atteggiamento di ostilità e paura verso il bolscevismo, e fa riferimento temporale proprio alla carestia Russa del 1921. Questo detto viene attualmente citato dai comunisti stessi come prova dell'inattendibilità e della malafede degli anticomunisti. Ma ci sono prove che questo detto ha radici nella realtà. Comunismo e cannibalismo: ho riflettuto se includere questo argomento nel sito. Non perché ritenga che certi fatti vadano taciuti, ma perché temo che i gli episodi narrati siano talmente abnormi da non poter essere creduti, gettando un'ombra di dubbio sulla correttezza delle altre critiche al comunismo.

Pridurki

"Uno dei primi concetti indigeni che il novellino del lager viene a conoscere è quello di pridurok. Con questo termine rozzo, gli indigeni hanno chiamato chi ha saputo sottrarsi alla comune sorte di condannato a morte: o se n'è andato dai lavori comuni o non vi è mai capitato. I pridurki non sono pochi nell'Arcipelago....

Sarto, suona in un lager, press'a poco come professore universitario nel mondo libero. Al contrario, il vero professore suona come una beffa, meglio non rivelarsi tale per non esporsi al ludibrio. La scala dei valori sociali è capovolta rispetto quella dei liberi.

Sono pridurki, ma di infima classe, anche una lavandaia, una infermiera, un addetto alla caldaia, semplici fornai, i piantoni delle baracche. [...] I veri pridurki di zona sono: i cuochi, i tagliapane, i magazzinieri, i medici, gli infermieri, i parrucchieri, gli educatori della sezione educativo-culturale, gli addetti ai bagni, alla panetteria, al deposito, alla distribuzione dei pacchi" ...

Pagine 255-256 Arcipelago Gulag vol. 2

La santificazione del comunista Berlinguer

Enrico Berlinguer

Enrico Berlinguer, (Sassari 1922 - Padova 1984), uomo politico italiano, segretario del Partito comunista (PCI). Discepolo di Palmiro Togliatti, si iscrisse al Partito comunista nel 1943; negli anni Cinquanta fu segretario della Federazione giovanile comunista, e nel 1968 venne eletto come deputato al Parlamento. L'anno successivo, durante il XII congresso del partito, divenne vicesegretario del PCI, mentre la carica di segretario era ricoperta da Luigi Longo.

Così il Che è diventato il logo del capitalismo

Così il Che è diventato il logo del capitalismo

«La sua faccia compare su magliette e accendini ma molti fan ignorano i misfatti del guerrigliero» - Vargas Llosa Mario

Dopo aver fatto così tanto (o così poco?) per distruggere il capitalismo, Che Guevara è diventato un marchio che è la quintessenza del capitalismo stesso. La sua immagine compare su tazze, berretti, accendini, portachiavi, portafogli, bandane, top, blue jeans, confezioni di tè alle erbe e, naturalmente, sulle immancabili t-shirt con la fotografia di Alberto Korda che ritrae l' idolo socialista con il berretto nei primi anni della rivoluzione, l' immagine che a 38 anni dalla morte del Che è ancora il simbolo dello chic rivoluzionario (o capitalista?).

Quando i comunisti mangiavano (per davvero) i bambini

Quando i comunisti mangiavano (per davvero) i bambini

La sinistra radicale italiana ha il piacere di stare al governo del Paese (articolo di Massimo Introvigne del 2006 Ndr), ma ha il dispiacere di vedere fatti a pezzi i miti su cui si regge la sua stessa esistenza e i ritratti che continuano a campeggiare su bandiere e magliette che si vedono in ogni sua manifestazione. Prima Fidel Castro, ora Mao Tse-tung (1893-1976). Quarant'anni fa, nell'agosto 1966, cominciava in Cina la rivoluzione culturale, cioè la distruzione sistematica della cultura cinese.

Trotzkij 1918

Trotzkij

Anche di Trockij è stato fatto un santino intoccabile. "Martirizzato" da Stalin, è stato poi beatificato dai comunisti occidentali.  Tuttavia Trotzkij condivideva i metodi e le idee di Lenin e Stalin. La maggior parte degli storici ritiene che il corso del bolscevismo non sarebbe stato molto più morbido sotto Trotzkij. Citiamo le sue parole: "Il proletariato è una classe storicamente in ascesa... La borghesia, all'epoca attuale, è una classe in decadenza. Non solo non svolge il ruolo essenziale nella produzione ma, attraverso i suoi metodi imperialisti di appropriazione, distrugge l'economia mondiale e la cultura umana. La vitalità storica della borghesia è però colossale. Si aggrappa al potere e non molla la presa. Per questo minaccia di trascinare nella sua caduta tutta la società. Per strapparle il potere dalle mani occorre tagliargliele. Il terrore rosso è l'arma impiegata contro una classe votata a morire e che non vi si rassegna". Il terrore rosso finirà per distruggere anche la sua testa.

Assurdità del comunismo

Le assurdità del comunismo sono davvero innumerevoli quanto le atrocità commesse da questa ideologia. In questa pagina sono raccolte un po' alla rinfusa alcuni di questi fatti. Quello che stupisce maggiormente è la totale ottusità della burocrazia statalista di stampo comunista (di ogni statalismo si potrebbe dire la stessa cosa, ma l'ottusità e l'arroganza della burocrazia marxista, specialmente di quella cinese, resta insuperabile).

Aleksandr Solzenicyn

Aleksandr Solzenicyn

Solženicyn, Aleksandr Isaevič (Kislovodsk 1918 - Mosca 2008) scrittore sovietico che ha fatto conoscere al mondo intero l'orrore dei campi di concentramento comunisti. Figlio di un proprietario terriero cosacco e di un'insegnante, compì gli studi all'università di Rostov. Nel 1941 si arruolò volontario nell'esercito, ma nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, fu condannato a otto anni di prigione per aver criticato la politica di Stalin in una lettera indirizzata a un amico.

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