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Figli di Putin: Granato e Pillon

«Penso che Putin stia conducendo un’importante battaglia non solo per la Russia ma per tutti noi (...). Lui la sta facendo perché non ha accettato l’agenda globalista che è stata imposta pure a noi e quindi a tutti gli stati dell’Unione europea. A Putin voglio dire: uniamo le forze per sconfiggere insieme l’agenda globalista!». Le parole di Bianca Laura Granato, ex M5S, nemica del green pass e teorica della via nostrana al putinismo, rimbalzano da ore sulle pagine di Telegram di chi osanna all’invasione dell’Ucraina. La senatrice, a sentire l’intervento del presidente ucraino Zelensky collegato con il Parlamento italiano, oggi non ci sarà. Come non ci saranno ex M5S del gruppo l’Alternativa, leghisti come l’idolo degli antiabortisti Simone Pillon, grillini come Gabriele Lorenzoni ed Enrica Segneri e forse nemmeno Veronica Giannone e Matteo Dall’Osso, già russofili del Movimento oggi approdati in Forza Italia.

Alla richiesta di ulteriori spiegazioni su che cosa sia l’«agenda globalista» e che cosa c’entri con l’invasione dell’Ucraina, Granato risponde con la teoria dell’«impero unico globale», che pare un’eccentrica combinazione di surrealismo e dadaismo. «Putin è un argine a questo impero unico globale mentre Zelensky è parte di esso. Io, a sentirlo, non ci vado! Tra l’altro — aggiunge la senatrice col fare di chi collega i puntini sparsi su un piano e tira fuori un disegno che nessun altro aveva scorto — ho letto su un giornale francese, ma sono in attesa di verificarlo, che il presidente ucraino vuole anche lui approvare in Ucraina l’identità digitale collegata alle vaccinazioni. Perché è questo il loro modo di controllarci. E a questo modo Putin si ribella».

FONTE: Corriere della Sera - Tommaso Labate

Tags: Pillon, Matteo Salvini, Putin

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