Cento anni di comunismo e cento milioni di morti

Cento anni di comunismo e cento milioni di morti

Una catastrofe per l'umanità - L’Unione sovietica ha rimodellato la natura umana, scatenato il caos intellettuale e lasciato dietro di sé un grande raccolto di dolore. Scrive il Wall Street Journal (6/11)

Cento anni fa i bolscevichi presero il Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo dando inizio “a una serie di eventi che avrebbero portato alla morte di milioni di persone e avrebbero inflitto una ferita quasi fatale alla civiltà occidentale”, scrive David Satter sul Wall Street Journal. I rivoluzionari riuscirono a occupare le stazioni, gli uffici postali e i telegrafi mentre la città dormiva e, quando i cittadini si svegliarono, trovarono il loro universo capovolto. I bolscevichi dicevano di voler abolire la proprietà privata, ma il vero obiettivo era spirituale: trasformare l’ideologia marxista-leninista in realtà. Per la prima volta si posero le basi per uno stato esplicitamente ateo e quindi incompatibile con i valori su cui si fondava la civiltà occidentale per la quale stato e società erano sovrastati da un potere superiore.

Leggi tutto

Buonanotte Signor Lenin

Buonanotte Signor Lenin

[Ndr. il lungo viaggio di Tiziano Terzani nell'immenso territorio Sovietico nei giorni del crollo dell'impero comunista si conclude a Mosca con la visita al mausoleo di Lenin]  Pag. 409-411 del Libro di Tiziano Terzani: Buonanotte signor Lenin

Gli chiedo invece di accompagnarmi a vedere Lenin nel mausoleo. "Può essere l’ultima occasione che hai", dico. Di tutti gli eroi prodotti e fagocitati dalla Rivoluzione, non è rimasto che lui, l’unico in cui è stato finora possibile credere; lui morto in tempo per non essere stato responsabile dei massacri, Lenin, il Padre di una rivoluzione che poteva ancora dirsi santa, perché dissacrata solo dai suoi successori.

Leggi tutto

Progressisti contro il progresso

Progressisti contro il progresso

Lo dice il Nyt: dal nucleare agli Ogm è la sinistra a essere antiscientifica
"La sinistra sta diventando refrattaria alla scienza, la sinistra sta diventando reazionaria”. Marc Andreessen, leggendario venture capitalist della Silicon Valley, inquadrò così la trasformazione della sinistra americana da motore del progresso a bastione della conservazione. Lo fece in una conversazione con Eduardo Porter, columnist economico del New York Times, che ieri sul giornale simbolo dei liberal d’America ha lanciato delle accuse gravi.

Leggi tutto

Togliatti

Quando i comunisti mangiavano oloturie

Macaluso - lo storico dirigente del Pci ripercorre la sua vita politica Tra i ricordi meno piacevoli, un ricevimento da Kim il Sung

I suoi novant’anni (articolo del 2014 ndr) li ha festeggiati scrivendo un libro su Togliatti, rivolto a una sinistra e a un Paese che quasi non si ricordano più chi fosse il Migliore. Per Emanuele Macaluso, a lungo senatore e dirigente del Pci, il 21 marzo, giorno in cui spegnerà la sua novantesima candelina, si prepara una grande cerimonia istituzionale al Senato, a cui prenderà parte anche Giorgio Napolitano, suo storico amico.  gli 

Leggi tutto

Se muore l'uomo europeo

Nella cultura occidentale si sta consumando qualcosa di distruttivo per l’Europa stessa. È la deriva verso il più bieco relativismo, con le nostre libertà in pericolo - Il Foglio 5 feb 2017 - Sergio Belardinelli

Leggi tutto

5 marzo 1953 - Morte di Stalin - Bach alla radio

5 marzo 1953 - Morte di Stalin - Bach alla radio

La morte di Stalin - 5 marzo 1953 nel racconto di Evgenija Solomonovna Ginzburg (una dirigente del partito che era stata deportata anni prima nella regione della Kolyma). In questo capitolo del suo bellissimo libro "Viaggio nella vertigine" descrive le speranze dei deportati che come lei erano scampati ai lavori forzati e si trovavano confinati a Magadan. Nei giorni attorno al 5 marzo 1953 si inaugurò l'uso, destinato a diventare consuetudine in tutti i regimi dittatoriali alla morte del capo, di trasmettere musica classica alla radio. Un igenico riempitivo in attesa di vedere chi prevarrà alla successione.

Leggi tutto

Storia del gulag di Karaganda

Storia del gulag di Karaganda e della minoranza italiana

Storia del gulag di Karaganda e della minoranza italiana, sterminata e dimenticata, di Crimea. Nel gulag, tra il 1931 e il 1960, passarono circa due milioni di prigionieri di 40 nazionalità diverse e si calcola che ben 500 mila di loro siano morti in prigionia
di Corrado Sforza-Fogliani - 21 Gennaio 2017 Il Foglio

Leggi tutto

Persecuzioni comuniste a danno dei cani e cavalli

Persecuzioni comuniste a danno dei cani e cavalli

Aleksandr Solgenicyn in Arcipelago Gulag vol. 2, capitolo XVI “I Socialmente vicini” (pag. 435) fa una illuminante annotazione sulla psicologia dei comunisti:
“Nella coerente lotta contro l'individualità all'uomo è stato tolto in primo luogo un amico: il cavallo, promettendogli in cambio un trattore. (Come se un cavallo non fosse che forza trattrice dell'aratro, e non un amico che partecipa ai travagli e alle gioie, non un membro della famiglia, non una parte della tua anima!). Subito dopo incominciarono a perseguitare incessantemente anche l'altro amico, il cane.

Leggi tutto

Studenti universitari americani per Castro

Studenti universitari americani per Castro

Le università americane sono dominate da professori di matrice marxista: le proteste inscenate dagli studenti contro il presidente eletto Donald Trump ne sono una conferma. Abbiamo assistito anche a patetici siparietti comici dei professori che hanno esentato gli studenti dagli esami per permettere loro di protestare e vandalizzare le città. Molte di queste università di matrice sociologico-marxista hanno addirittura fornito assistenza psicologica e -udite udite "pet terapy"-  per far superare ai poveri studenti, lo shock causato alle loro zucche indottrinate, dell'esito delle elezioni democratiche. 

Leggi tutto

La vera storia di Cuba è quella dei perseguitati dal regime

La vera storia di Cuba è quella dei perseguitati dal regime

La vera storia di Cuba è quella dei perseguitati dal regime, non quella che che ci hanno raccontato gli estimatori di Fidel in occidente. Un grande personaggio della sinistra latino americana, Jacobo Timerman – l’ex direttore del giornale La Opinion di Buenos Aires che aveva testimoniato l’inferno dei generali argentini nel suo bellissimo libro “Prigioniero senza nome, cella senza numero” – parlò di “una persuasione che diventa un rifiuto, non so se egoistico o inconsapevole, ad aiutare Cuba, povera, sola, muta, ultima isola stalinista, in un mondo che si è quasi del tutto liberato”.

Leggi tutto

propaganda comunista
clima culturale