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Alcuni libri per capire cos'è stato il comunismo

La Cina ci ama. E dice che il Coronavirus è nato in Italia.

La Cina ci ama. E dice che il Coronavirus è nato in Italia.

La Cina ci ama. E dice che il Coronavirus è nato in Italia. Leggere per credere

Con un tam tam sui quotidiani ufficiali del Partito comunista cinese si fa strada la teoria per cui il coronavirus sarebbe nato in Italia. Ma è una distorsione di un'intervista rilasciata dal professor Giuseppe Remuzzi a un giornale americano. Un fuoco di fila che mal si accompagna alla retorica della "solidarietà" con il governo italiano.
[Articolo di  Francesco Bechis]

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Che Guevara: un comunista di merda

Che Guevara: un comunista di merda

“CHE GUEVARA FU UN COMUNISTA DI MERDA” – FELTRI SPARA ALZO ZERO CONTRO IL RIVOLUZIONARIO CUBANO:" DAL SINDACO DI MILANO AL CORRIERE DELLA SERA, LA BORGHESIA MILANESE LO ESALTA TACENDO IL FATTO CHE NON FU UN EROE MA UN ASSASSINO CHE SPARAVA IN TESTA A GENTE DISARMATA. E IL PERICOLO SECONDO FIANO E IL GOVERNO SAREBBE IL FASCISMO. FATE SCHIFO"

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La propaganda comunista: la sanità cubana

La propaganda comunista: la sanità cubana

Fidel Castro, il dittatore che ha governato Cuba con un pugno di ferro per quasi sei decenni, è morto da più di tre anni. Sfortunatamente, il suo regime non è morto con lui. L'isola più grande dei Caraibi è ancora sotto il pesante giogo del comunismo.

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La Bolivia volta pagina

La Bolivia volta pagina

La Bolivia ha messo la Bibbia tra i simboli del governo - Il governo provvisorio ha anche rotto i rapporti con il Venezuela di Maduro perché ha "violato le regole della diplomazia interferendo" negli affari interni del Paese.

Il governo provvisorio boliviano ha annunciato la rottura dei rapporti conil governo venezuelano guidato da Nicolas Maduro e l'espulsione dei diplomatici venezuelani a La Paz: l'accusa è di aver "aver violato le regole della diplomazia interferendo" negli affari interni del Paese andino.

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Albert Schweitzer

La decolonizzazione intempestiva

ALBERT SCHWEITZER E LA DECOLONIZZAZIONE INTEMPESTIVA di Gustavo Micheletti

Breve storia dell’oblio in cui è caduto un premio Nobel della pace, un grande medico e musicista, nonché l’inascoltato profeta di una tragedia epocale.

Albert Schweitzer fu musicista, medico, filosofo e teologo. Scomparve all’età di 90 anni dopo aver dedicato la vita a curare intere famiglie in Africa con i soldi guadagnati suonando all’organo la musica di Bach, di cui è stato uno dei massimi interpreti. Einstein ebbe a definirlo “il più grande essere umano del XX secolo” tanto da considerare la sua figura morale e spirituale paragonabile, tra i suoi contemporanei, solo a quella di Gandhi.

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Sbarco in Normadia

L’Italia s’è desta ma non s’è liberata, l’hanno fatto gli Alleati

Anche in base ai conti di Bocca un partigiano su due partecipò alla Resistenza solo dal 15 al 25 aprile 1945

“Siamo comunque grati agli americani per averci liberato, col concorso dei partigiani”. Curiosamente in un centro sinistra che spara contro Bush per la sua visita del 4 giugno, è quasi Fausto Bertinotti quello che si mostra più pacato. Ma anche lui usa poi un giro di parole la cui implicazione sembra essere che il lavoro sia stato per lo meno fifty-fifty, se non che addirittura siano stati i partigiani a fare lo sforzo principale. Prima ancora di essere il mito fondante dei partiti della Prima Repubblica, e in particolare del Pci, questo assunto fu fatto proprio dallo stesso Stato italiano, proprio per ottenere condizioni di pace meno gravose. “Anche l’Italia ha vinto”, era il famoso titolo di un numero speciale del 1945 del Mercurio, rivista culturale allora di grande prestigio.

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Il falò di una cultura: è l'11 settembre dell'Europa cristiana

Il falò di una cultura: è l'11 settembre dell'Europa cristiana

Incendio devasta Notre Dame. Le fiamme sono il tramonto forse definitivo dell'emblema di una città e una nazione - Stenio Solinas

Sei anni fa lo scrittore non conformista Dominique Venner scelse Notre-Dame per uccidersi con un colpo di pistola.

Era il suo modo di dire addio a una «certa idea» della Francia e dell'Europa, una nazione e un continente di cui si ostinavano a rimanere in piedi i monumenti, ma si era nei secoli disseccata la linfa; una protesta e, insieme, una rivendicazione perché le ragioni per vivere e le ragioni per morire sono spesso le stesse e quando le parole sembrano risultare impotenti, è necessario un atto per esprimere ciò che si prova.

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Ai prof dico: visitate i gulag

Ai prof dico: visitate i gulag

Cari professori... A scuola, parlare solo delle vittime del nazionalsocialismo e non di quelle del comunismo, significa dire una mezza verità. E una mezza verità come questa, è una falsità. In danno, per di più, di giovani che vi danno fiducia. Continuate dunque, cari professori, a celebrare il «Giorno della Memoria» (27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz) e a ricordare la Shoah, le leggi razziali, le deportazioni.

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