"Misurato a parte" è un brano tratto dalla raccolta "I racconti della Kolyma" di Varlam Shalamov.
A sera, arrotolando il metro a nastro, il sorvegliante disse a Dugaev che il giorno seguente il suo lavoro sarebbe stato misurato a parte. Il capo squadra che era accanto a lui e gli chiedeva di fargli credito di una «decina di metri cubi fino a dopodomani», tacque improvvisamente e guardò la stella della sera che cominciava a brillare sopra il crinale della montagna. Baranov, che lavorava in coppia con Dugaev e che aveva aiutato il sorvegliante a misurare il lavoro fatto, afferrò la pala e si mise a pulire il fondo della trincea, che già da tempo era stata vuotata.
Dugaev aveva ventitré anni e, più che spaventato, era stupito da tutto quello che vedeva e udiva qui.
Il titolo la dice lunga sul tenore e sui contenuti di questo libro. “Il Mondo al contrario” vuole infatti provocatoriamente rappresentare lo stato d’animo di tutti quelli che, come me, percepiscono negli accadimenti di tutti i giorni una dissonante e fastidiosa tendenza generale che si discosta ampiamente da quello che percepiamo come sentire comune, come logica e razionalità. “Cosa c’è di strano? Capita a tutti, e spesso” – direte voi. Ma la circostanza anomala è rappresentata dal fatto che questo sgradevole sentimento di inadeguatezza non si limita al verificarsi di eventi specifici e circoscritti della nostra vita, a fatti risonanti per quanto limitati, ma pervade la nostra esistenza sino a farci sentire fuori posto, fuori luogo ed anche fuori tempo. Alieni che vagheggiano nel presente avendo l’impressione di non poterne modificare la quotidianità e che vivono in un ambiente governato da abitudini, leggi e principi ben diversi da quelli a cui eravamo abituati.
Li chiamano sanatori, erano la via socialista alla cura del corpo. Sono tuttora molto frequentati - di Micol Flammini - Il Foglio
Sorgono come scheletri tra le montagne, di una bruttezza grigia e romantica. Facciate bianche che ormai volgono al giallognolo, finestre piccole e forme scarne e ossute. Dentro questi mostri architettonici, emaciati e malinconici, inglobati dalle montagne del Caucaso o spiaggiati sulle coste del mar Nero, si nascondono i sanatori. Terme, ma non proprio. Centri ospedalieri, ma non esattamente. Sono pezzi di storia sovietica, nobilitati dalla letteratura e ancora molto frequentati.
Un libro racconta un viaggio nella Russia estrema, ricca di una storia che non ha lasciato monumenti ma solo ferite [I diari della Kolyma. Viaggio ai confini spettrali della Russia] - [ACQUISTA SU AMAZON]
La Kolyma è quel luogo in cui l’uomo è una renna che non sa correre, non è importante in quanto uomo, ma solo per la sua funzione. E’ cibo per gli orsi e gli orsi lo conoscono così. Per gli oligarchi – uomini ma di altra specie – è un camionista, è un bracciante, è un cercatore d’oro, non è un essere umano, è una professione. La regione della Russia estrema è una terra ricca di una storia che non ha lasciato monumenti, ma solo ferite. A descrivere cosa resta oggi di questo luogo è il giornalista polacco Jacek Hugo-Bader nel libro “I diari della Kolyma”, edito da Keller.
Leggi tutto: La Kolyma, terra di gulag dove è impossibile riuscire a sentirsi umani
"I diari della Kolyma. Viaggio ai confini spettrali della Russia" - Un bellissimo libro sulla Kolyma, la regione dove in epoca comunista sono morte di fatica e di fame milioni di persone.
L'autore ripercorre la "Strada delle Ossa" e i luoghi raccontati dal grande scrittore Varlam Shalamov nella sua monumentale opera "I Racconti della Kolyma". Entrami i libri sono indispensabili per capire cosa sia stato il comunismo e quale sia la sua eredita: una enorme povertà morale e materiale che ancora affligge molte regioni del mondo. Il libro è stato scritto una decina di anni fa ma credo che sia ancora del tutto attuale.
Leggi tutto: I diari della Kolyma. Viaggio ai confini spettrali della Russia
Un movimento politico giovanile vicino a Putin investe molti soldi nel pagare blogger e commentatori su Internet
Il braccio russo di Anonymous ha rivelato ieri alcune tecniche del Nashi (dal russo “i nostri”), il movimento politico giovanile russo vicino a Vladimir Putin, per influenzare scorrettamente l’opinione pubblica sui giornali e soprattutto sul web. Secondo una serie di email scambiate tra l’ex leader di Nashi, Vasily Yakemenko, ora a capo dell’agenzia federale della Gioventù del Cremlino, il portavoce Kristina Potupchik e altri attivisti del movimento, Nashi pagherebbe decine di migliaia di euro a varie persone perché queste scrivano in giro per la Rete articoli e commenti a favore di Putin e del suo partito Russia Unita, per comprare articoli sui giornali o semplicemente per mettere un “non mi piace” ad alcuni video scomodi su YouTube.
Russiagate, la “fabbrica dei troll” raccontata da chi ci ha lavorato: l’inchiesta di FqMillenniuM
Nei documenti inviati al Congresso Usa, Facebook, Twitter e Google svelano che dagli account di un'azienda russa son partiti decine di miglia di post su argomenti "divisivi", dall'omosessualità alla guerra in Siria, anche in piena campagna per le presidenziali. La società si chiama Internet Reserach Agency, ma altro non è che la famigerata centrale della disinformazione putiniana basata a San Pietroburgo. E raccontata in un reportage del mensile del Fatto, che pubblichiamo integralmente. Di Anna Lesnevskaya | 1 novembre 2017 - Il Fatto Quotidiano
Svelata da un blogger la "macchina della disinformazione" che agisce su forum e social attraverso una rete di lavoratori istruiti sulle parole chiave da usare a sostegno di Mosca. E se non si pubblicano 135 commenti a turno, si paga la multa.
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