Verrà l'Anticristo e sarà ecologista, pacifista, ecumenista, vegano, animalista, giustizialista, populista, omofilo.
Molti di noi si sono sentiti nauseati dall'assassinio di Charlie Kirk. Abbiamo la sensazione che sia stata superata una linea, forse in modo permanente. Per anni, la sinistra ha accusato gli intellettuali conservatori di fomentare il cosiddetto «terrorismo stocastico», una retorica incendiaria che ispira violenza. Questa accusa è stata usata per espellere i conservatori dai social media e, durante l'amministrazione Biden, ha contribuito alla decisione dell'Fbi di monitorare i simpatizzanti del pensiero conservatore, compresi i genitori che si opponevano alla critical race theory. La sinistra ha cercato di usare la costruzione del terrorismo stocastico come uno strumento universale di censura. Quest'anno, però, le parti si sono invertite.
Sono stato due settimane a scervellarmi, a pregare, a cercare di capire. Poi ieri mi è apparso tutto chiaro: il problema è Cristo. Perché tutto questo odio e queste infamie, queste ironie e questi tentativi di infangare certi determinati personaggi? Perché Charlie Kirk va etichettato come “estremista di destra seminatore d’odio” e i propal che assaltano stazioni e applaudono il deltaplano che allude alla strage compiuta il 7 ottobre 2023 sono invece vezzeggiati dalla sinistra? Perché la vedova Erika Kirk che perdona l’assassino del marito “sta recitando” e “non parla con il cuore”, mentre invece è un eroe della sinistra chi dice di voler “prendere a pugni” quello “stronzo” di un ebreo? L’elenco delle domande sarebbe lungo e mi riguarderebbe anche personalmente, ma meglio passare subito alla risposta: il problema è Cristo.
Friedman, Odiffredi, Saviano odiatori: "Provocatore, ucciso dalla violenza che predicava". E i collettivi universitari pubblicano una sua foto a testa in giù
L'odio verso i conservatori non si ferma nemmeno di fronte all'uccisione di un giovane attivista di 31 anni che lascia una moglie e due figli. Non bastavano gli hater sui social network, ieri giornalisti, intellettuali (o pseudo tali), commentatori e attivisti italiani hanno dato il peggio di sé per commentare la morte di Charlie Kirk tra silenzi compiaciuti e giustificazionismi.
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Durissime polemiche a L'Aria che tira (La 7), dove il matematico afferma che l'attivista americano Charlie Kirk se l'è cercata
Neanche la morte umanizza certi pensieri bestiali. Sentite cosa ha detto il matematico Piergiorgio Odifreddi in un collegamento video col programma "L'aria che tira" (La7): "La violenza è sempre stata usata negli Stati Uniti, fin dagli anni Sessanta. Ricordiamo per esempio Kennedy. Però sparare a Martin Luther King e sparare a un rappresentante di MAGA sono due cose molto diverse perché Martin Luther King predicava la pace e invece MAGA e Trump...".
Anche questa è un'escalation, dettata dall'odio. E riflette le "ostilità" della guerra. Prima i cartelli nei locali pubblici contro i "sionisti", poi le professioniste sanitarie che ostentavano il getto di gettare via dei medicinali ritenuti prodotti israeliani.
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In una società sempre più ostile alla religione cristiana, l’ultima cosa che ti aspetteresti è di vedere una chiesa promuovere la cosiddetta cultura woke.
In Inghilterra, invece, è proprio la Chiesa Anglicana a essere in prima fila nel promuovere una visione del passato più in linea con l’intollerante visione del mondo così cara all’estrema sinistra. Ha causato molte polemiche il fatto che un libro per bambini che sarà pubblicato il 21 agosto da un editore specializzato in temi cristiani dipinga uno dei padri della Chiesa, Sant’Agostino, come un uomo di colore. Il libro è stato scritto da due sacerdotesse anglicane, responsabili del dipartimento della Chiesa d’Inghilterra dedicato alla “giustizia razziale”. Poco importa che uno dei filosofi più importanti della storia della Chiesa fosse di origine berbera e, quindi, dalla pelle bianca.
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La prima forma di oppressione che si è manifestata nella storia è quella che l’uomo ha esercitato sulla donna. Questo concetto, accennato da Marx e successivamente approfondito dal suo compagno di merende Engels, è il fondamento delle attuali democrazie “avanzate”, ovvero delle società femminocentriche e omosessualizzate del XXI secolo. Oggi possiamo pertanto constatare che i sistemi basati sulle “politiche di genere” sono ipso facto marxisti. Questa presa di coscienza è necessaria per immaginare un’alternativa all’attuale stato di cose e alcune avanguardie intellettuali cominciano a richiamare l’attenzione sul tema. È il caso di due giovani e brillanti studiosi di lingua spagnola, Agustin Laje e Nicolás Márquez, chehanno pubblicato una ricerca tradotta in italiano nel 2023: Il libro nero della nuova sinistra.
È più forte di loro. Prendete un partito, un giornale, un gruppo di pressione, un comitato intellettuale, un collettivo di qualunque natura orientato a sinistra, e prima o poi si costituirà in ufficio permessi e divieti, tribunale dell’inquisizione. Dimenticherà di essere una parte, un partito rispetto al tutto e si sentirà super partes, stabilendo regole, osservanza e infrazioni. Sarà cioè inevitabilmente risucchiato da quell’ideologia che viene riassunta con l’espressione woke. In origine woke voleva dire essere svegli, poi è mutata in vigilanza – la famigerata vigilanza democratica – quindi è diventata sorveglianza. L’ideologia woke è di fatto un regime di sorveglianza che decide a chi rilasciare e a chi vietare i permessi di circolazione e a quali condizioni.
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