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Perché questo sito?

Per i professori e gli studenti in "okkupazione" con le bandiere rosse. Per le librerie che hanno 200 titoli sui lager nazisti (giustamente) ma neanche una copia di Arcipelago Gulag o dei Racconti della Kolyma. Per i mentecatti che sfilano con la falce e il martello, il simbolo di una ideologia che ha fallito ovunque e ha portato solo miseria morale e materiale. Leggi tutto

crimini comunismo

I crimini del comunismo

Il comunismo ha commesso ogni genere di crimini: contro lo spirito, contro la cultura, contro il patrimonio dell'umanità. Tuttavia questi crimini non sono nulla al confronto dei crimini commessi nei confronti di uomini donne, bambini e famiglie.
E' stato calcolato che il comunismo abbia causato 100 milioni di morti. Leggi tutto

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Epigoni dei bolscevichi

I semplici e brutali slogan dei bolscevichi fanno ancora molta presa: non è infrequente sentire le vecchie trite e violente parole d'ordine ripetute fino alla nausea - e solo leggermente adattate - nei comizi di Grillo, nei "collettivi" dei centri sociali, nelle manifestazioni studentesche e negli scioperi. Leggi tutto

Trolls e bloggers al soldo di Putin

Trolls e bloggers al soldo di Putin

Un movimento politico giovanile vicino a Putin investe molti soldi nel pagare blogger e commentatori su Internet

Il braccio russo di Anonymous ha rivelato ieri alcune tecniche del Nashi (dal russo “i nostri”), il movimento politico giovanile russo vicino a Vladimir Putin, per influenzare scorrettamente l’opinione pubblica sui giornali e soprattutto sul web. Secondo una serie di email scambiate tra l’ex leader di Nashi, Vasily Yakemenko, ora a capo dell’agenzia federale della Gioventù del Cremlino, il portavoce Kristina Potupchik e altri attivisti del movimento, Nashi pagherebbe decine di migliaia di euro a varie persone perché queste scrivano in giro per la Rete articoli e commenti a favore di Putin e del suo partito Russia Unita, per comprare articoli sui giornali o semplicemente per mettere un “non mi piace” ad alcuni video scomodi su YouTube.

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La fabbrica dei troll

La fabbrica dei troll

Russiagate, la “fabbrica dei troll” raccontata da chi ci ha lavorato: l’inchiesta di FqMillenniuM

Nei documenti inviati al Congresso Usa, Facebook, Twitter e Google svelano che dagli account di un'azienda russa son partiti decine di miglia di post su argomenti "divisivi", dall'omosessualità alla guerra in Siria, anche in piena campagna per le presidenziali. La società si chiama Internet Reserach Agency, ma altro non è che la famigerata centrale della disinformazione putiniana basata a San Pietroburgo. E raccontata in un reportage del mensile del Fatto, che pubblichiamo integralmente. Di Anna Lesnevskaya  | 1 novembre 2017 - Il Fatto Quotidiano

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Russia, i troll a servizio di Putin

Russia, i troll a servizio di Putin

Svelata da un blogger la "macchina della disinformazione" che agisce su forum e social attraverso una rete di lavoratori istruiti sulle parole chiave da usare a sostegno di Mosca. E se non si pubblicano 135 commenti a turno, si paga la multa.

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troll di Putin

Come si lavora nelle fabbriche dei troll di Putin

I troll di Putin - 1 Un ex dipendente svela alla tv russa i tentativi riusciti di interferire nella politica americana, fa tutti i nomi e dice: era dadaismo
di Micol Flammini 30 Ottobre 2017 - IL FOGLIO

“Era postmodernismo puro. Postmodernismo, dadaismo, surrealismo”, dice Alan Baskayev alle telecamere dell’emittente russa Dozhd Tv. Pelato, occhiali da vista e una maglietta rossa con la bandiera a stelle a strisce e al centro la scritta “Top Out”, Baskayev è il primo impiegato di una fabbrica di troll che ha rivelato la sua identità e ha spiegato come attraverso i social media i russi sono riusciti a interferire nelle le presidenziali americane.

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Togliatti: il cinismo di un "mito"

Togliatti: la rinuncia alla cittadinanza italiana

Come italiano si sentiva «un miserabile mandolinista e nulla più» mentre, come «cittadino sovietico» sentiva di «valere dieci volte più del migliore italiano».

Il 21 agosto 1964 moriva Palmiro Togliatti, uno dei protagonisti della storia del Novecento. Il suo ultimo scritto, il "memorandum di Yalta", pubblicato postumo e presentato come ideale testamento, fu letto quale dimostrazione dell'intelligenza di un leader pronto a portare il Pci sull'orlo di una frattura con il Pcus e a caldeggiare l'idea di una politica "nazionale" dei partiti comunisti europei.

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Donald Trump istituisce il "giorno per le vittime del comunismo"

Donald Trump istituisce la giornata in ricordo delle vittime del comunismo proprio nel giorno dell'anniversario della rivoluzione bolscevica.

Più chiaro di così non poteva essere: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di istituire una giornata nazionale in ricordo delle vittime del comunismo. E come data ha scelto proprio il 7 novembre, giorno in cui, nel 1917, i bolscevichi hanno dato il via alla rivoluzione russa.

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Il 1° maggio, ricorda che il Socialismo è schiavitù

Il 1° maggio, ricorda che il Socialismo è schiavitù

Un anno fa, un attivista di nome Daniel Llorente ha interrotto la marcia della Giornata dei lavoratori a L'Avana, a Cuba. Indossando la maglietta con la bandiera cubana, Llorente sventolo' la bandiera americana e corse davanti alla processione piena di foto di Fidel Castro. È stato affrontato da agenti sotto copertura dello stato. Ma per un breve momento, un dissidente cubano ha sventolato la bandiera americana a L'Avana durante la celebrazione ufficiale della Rivoluzione Socialista.

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Scavando nel passato ho trovato l’Italia migliore

Scavando nel passato ho trovato l’Italia migliore

Testo di Elena Cattaneo - Che ci fa una scienziata tra i volontari a caccia dei resti dei nostri caduti dal Po al fronte russo? - È quello che accadde allora a definire, oggi, chi siamo, dice la senatrice. Che lancia un appello. Contro l’oblio.

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Le commemorazioni di Aldo Moro

Le commemorazioni di Aldo Moro

Stalin è meglio delle Br - Lui uccideva comunisti, Loro solo brava gente

Di Vittorio Feltri - Libero 18/3/18

Le commemorazioni di Aldo Moro, sulle tivù e sui giornali, ci hanno stordito per alcune serate con affermazioni che non le salta un cavallo. Coloro che si sono occupati della remota tragedia del presidente democristiano sono tutti di estrazione sessantottina e non ce n’è stato uno il quale non abbia trattato gli assassini come sub-eroi o almeno come gente seria, rivoluzionaria e non criminale. Sono stati intervistati con rispetto, talora ammirazione. Ai brigatisti è stato porto cortesemente il microfono consentendo loro di discettare di terrorismo quasi che sparare agli avversari politici fosse una attività meritoria.

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Ma le onorificenze ai carnefici comunisti restano

Ma le onorificenze ai carnefici comunisti restano

Da Tito a Lenin passando per Mao e Stalin: quante strade intitolate a leader sanguinari 

Strano paese l'Italia dove si censura Gabriele D'Annunzio, ma con scarso senso della vergogna continuiamo a mantenere vie dedicate a Tito, boia di italiani e alle icone oramai decrepite del comunismo internazionale da Lenin, Stalin, Ho Chi Minh fino alla Rivoluzione d'ottobre e l'Unione sovietica.

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Perché l'intellighenzia di sinistra sta dalla parte dei tiranni

Perché l'intellighenzia di sinistra sta dalla parte dei tiranni

Da Mladic ad Assad. Così gli intellettuali anti-imperialisti si schierano coi regimi più sanguinari rilanciando fake news. Il caso di Noam Chomsky

C'è un filo rosso che lega Srebrenica alla Siria. E non potrebbe esserci colore migliore per descriverlo, visto che a tracciarlo, incuranti delle dotte discussioni su fake news e teorie cospirazioniste, sono alcuni degli intellettuali di sinistra più lodati e ascoltati di questi anni. Su tutti il linguista Noam Chomsky.

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Cento anni di comunismo e cento milioni di morti

Cento anni di comunismo e cento milioni di morti

Una catastrofe per l'umanità - L’Unione sovietica ha rimodellato la natura umana, scatenato il caos intellettuale e lasciato dietro di sé un grande raccolto di dolore. Scrive il Wall Street Journal (6/11)

Cento anni fa i bolscevichi presero il Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo dando inizio “a una serie di eventi che avrebbero portato alla morte di milioni di persone e avrebbero inflitto una ferita quasi fatale alla civiltà occidentale”, scrive David Satter sul Wall Street Journal. I rivoluzionari riuscirono a occupare le stazioni, gli uffici postali e i telegrafi mentre la città dormiva e, quando i cittadini si svegliarono, trovarono il loro universo capovolto. I bolscevichi dicevano di voler abolire la proprietà privata, ma il vero obiettivo era spirituale: trasformare l’ideologia marxista-leninista in realtà. Per la prima volta si posero le basi per uno stato esplicitamente ateo e quindi incompatibile con i valori su cui si fondava la civiltà occidentale per la quale stato e società erano sovrastati da un potere superiore.

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