Svelata da un blogger la "macchina della disinformazione" che agisce su forum e social attraverso una rete di lavoratori istruiti sulle parole chiave da usare a sostegno di Mosca. E se non si pubblicano 135 commenti a turno, si paga la multa.
I troll di Putin - 1 Un ex dipendente svela alla tv russa i tentativi riusciti di interferire nella politica americana, fa tutti i nomi e dice: era dadaismo
di Micol Flammini 30 Ottobre 2017 - IL FOGLIO
“Era postmodernismo puro. Postmodernismo, dadaismo, surrealismo”, dice Alan Baskayev alle telecamere dell’emittente russa Dozhd Tv. Pelato, occhiali da vista e una maglietta rossa con la bandiera a stelle a strisce e al centro la scritta “Top Out”, Baskayev è il primo impiegato di una fabbrica di troll che ha rivelato la sua identità e ha spiegato come attraverso i social media i russi sono riusciti a interferire nelle le presidenziali americane.
Leggi tutto: Come si lavora nelle fabbriche dei troll di Putin
"Ubriachi di parole e spin, i giornalisti della classe media non possono essere disturbati dalle complesse costruzioni fisiche che rendono possibile la civiltà moderna. I lavoratori che costruiscono e mantengono queste meraviglie sono riconosciuti solo se possono essere calati nello status di vittima. Ma se hanno il coraggio di pensare a se stessi e di votare diversamente dai loro sovrani liberal, sono marchiati come paria. In sintesi: per avere una speranza di riprendere la Casa Bianca, i democratici devono scendere dal loro cavallo alato, perdere la retorica rabbiosa e riorientarsi verso la realtà pratica e il paese libero dove sono dannatamente fortunati a vivere."
Russia, i troll a servizio di Putin: ecco la propaganda del Cremlino (contro Kiev) - Svelata da un blogger la "macchina della disinformazione" che agisce su forum e social attraverso una rete di lavoratori istruiti sulle parole chiave da usare a sostegno di Mosca. E se non si pubblicano 135 commenti a turno, si paga la multa.
Siti legati a Grillo diffondono falsità raggiungendo milioni di persone. E’ quanto scrive Buzzfeed, sostenendo che «i leader del partito politico più popolare d’Italia hanno costruito una rete tentacolare che diffonde storie a favore del Cremlino». E per il Wall Street Journal: «L’Italia è la prossima tappa nella marcia globale del populismo»
L'attore Gérard Depardieu si appresta ad interpretare il ruolo di Stalin in un nuovo film francese, della regista Fanny Ardant.
Ottimo documentario sulla tragedia di Jonestown dove furono assassinate e indotte al suicidio 908 persone della comune di Jim Jones che nella Guyana aveva fondato una comune di stampo marxista a sfondo religioso.
Con il crollo dell'Unione Sovietica e la parziale apertura degli archivi, si è venuti a conoscenza di uno dei più terribili crimini commessi da Stalin. La deportazione di migliaia di persone in un'isoletta fluviale della Siberia senza nessun mezzo di sostentamento. Le migliaia di persone scaricate a Nazino trasformeranno questa isoletta sul fiume Ob’ in un autentico girone infernale. Disperati e affamati, alcuni di questi deportati cercarono la fuga nelle campagne, altri dettero l’assalto alle case dei villaggi e si trasformarono in ladri, assassini e cannibali prima di morire d’inedia o di essere sommariamente giustiziati.







