Comunisti Italiani vittime dello stalinismo: Roberto Anderson
Testimonianza dei pronipoti Attilio Tonolo e Clotilde Leonetti – Roma, 11 novembre 2005
ROBERTO ANDERSON 1900 - 1938 Il comunista romantico, proveniente dall’alta borghesia romana, emigrato in Urss per costruire il socialismo e fucilato da Stalin nel 1938.
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5 marzo 1953 - Morte di Stalin - Bach alla radio
La morte di Stalin - 5 marzo 1953 nel racconto di Evgenija Solomonovna Ginzburg (una dirigente del partito che era stata deportata anni prima nella regione della Kolyma). In questo capitolo del suo bellissimo libro "Viaggio nella vertigine" descrive le speranze dei deportati che come lei erano scampati ai lavori forzati e si trovavano confinati a Magadan. Nei giorni attorno al 5 marzo 1953 si inaugurò l'uso, destinato a diventare consuetudine in tutti i regimi dittatoriali alla morte del capo, di trasmettere musica classica alla radio. Un igenico riempitivo in attesa di vedere chi prevarrà alla successione.
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Il comunismo uccise 20 milioni di cristiani, altro che Inquisizione!
Secondo uno studio del matematico russo Nikolay Yemelyanov, docente alla Università Ortodossa San Tichon, nei sette anni di potere leninista -dalla rivoluzione russa del 1917 fino alla morte di Lenin nel 1924-, circa 25mila sacerdoti ortodossi furono imprigionati e 16mila vennero uccisi, in quanto cristiani.
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I nemici della scienza (e del capitalismo)
Negli anni ’80 e ‘90 i presunti fenomeni paranormali (telepatia, chiaroveggenza, precognizione, psicocinesi), lo spiritismo, la magia, erano temi che dominavano la discussione sui media. Con il passare degli anni, e grazie all'incessante attività di alcune associazioni nel denunciare l’infondatezza di tali fenomeni, questo tipo di notizie hanno perso una buona parte del loro interesse, anche se ancora oggi, fattucchiere, maghi, medium, astrologi e fantasmi figurano nel palinsesto televisivo e su molti giornali.
ARCIPELAGO GULAG: quel grido di Solženicyn che la sinistra non ascoltò
Finché non sono venuto io stesso in occidente e ho passato due anni guardandomi intorno, non avevo mai immaginato come un estremo degrado in occidente abbia fatto un mondo senza volontà, un mondo gradualmente pietrificato di fronte al pericolo che deve affrontare... Tutti noi stiamo sull'orlo di un grande cataclisma storico, un'inondazione che ingoierà le civiltà e cambierà le epoche. Aleksandr Solženicyn
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Storia del gulag di Karaganda e della minoranza italiana
Storia del gulag di Karaganda e della minoranza italiana, sterminata e dimenticata, di Crimea. Nel gulag, tra il 1931 e il 1960, passarono circa due milioni di prigionieri di 40 nazionalità diverse e si calcola che ben 500 mila di loro siano morti in prigionia
di Corrado Sforza-Fogliani - 21 Gennaio 2017 Il Foglio
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Persecuzioni comuniste a danno dei cani e cavalli
Aleksandr Solgenicyn in Arcipelago Gulag vol. 2, capitolo XVI “I Socialmente vicini” (pag. 435) fa una illuminante annotazione sulla psicologia dei comunisti:
“Nella coerente lotta contro l'individualità all'uomo è stato tolto in primo luogo un amico: il cavallo, promettendogli in cambio un trattore. (Come se un cavallo non fosse che forza trattrice dell'aratro, e non un amico che partecipa ai travagli e alle gioie, non un membro della famiglia, non una parte della tua anima!). Subito dopo incominciarono a perseguitare incessantemente anche l'altro amico, il cane.
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Ucraina. Il genocidio dimenticato 1932-1933
Da "Ucraina. Il genocidio dimenticato 1932-1933" di Ettore Cinnella. [Acquista su Amazon]
Introduzione: L’aggressione russa all’Ucraina ha posto all’attenzione dell’opinione pubblica e dei governi in occidente le vicende e il destino di una nazione della quale, anche dopo la proclamazione dell’indipendenza nel 1991, poco si parlava e ancor meno si sapeva. Non che oggi in Italia, nonostante la gravità di quanto sta accadendo, siano in molti a curarsi e ad inquietarsi per le sorti di un paese europeo più grande della Francia. Anzi, numerosi sono da noi i politici, sia di destra che di sinistra, e gli intellettuali pronti a difendere le ragioni dell’imperialismo moscovita; in ogni caso, non sono tantissimi coloro che hanno a cuore il destino di una terra invasa e smembrata, in tempo di pace, in spregio del diritto internazionale e della morale.
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