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Perché questo sito?

Per i professori e gli studenti in "okkupazione" con le bandiere rosse. Per le librerie che hanno 200 titoli sui lager nazisti (giustamente) ma neanche una copia di Arcipelago Gulag o dei Racconti della Kolyma. Per i mentecatti che sfilano con la falce e il martello, il simbolo di una ideologia che ha fallito ovunque e ha portato solo miseria morale e materiale. Leggi tutto

crimini comunismo

I crimini del comunismo

Il comunismo ha commesso ogni genere di crimini: contro lo spirito, contro la cultura, contro il patrimonio dell'umanità. Tuttavia questi crimini non sono nulla al confronto dei crimini commessi nei confronti di uomini donne, bambini e famiglie.
E' stato calcolato che il comunismo abbia causato 100 milioni di morti. Leggi tutto

giovani comunisti

Epigoni dei bolscevichi

I semplici e brutali slogan dei bolscevichi fanno ancora molta presa: non è infrequente sentire le vecchie trite e violente parole d'ordine ripetute fino alla nausea - e solo leggermente adattate - nei comizi di Grillo, nei "collettivi" dei centri sociali, nelle manifestazioni studentesche e negli scioperi. Leggi tutto

I diari della Kolyma. Viaggio ai confini spettrali della Russia

La Kolyma, terra di gulag dove è impossibile riuscire a sentirsi umani

Un libro racconta un viaggio nella Russia estrema, ricca di una storia che non ha lasciato monumenti ma solo ferite [I diari della Kolyma. Viaggio ai confini spettrali della Russia] - [ACQUISTA SU AMAZON]

 

La Kolyma è quel luogo in cui l’uomo è una renna che non sa correre, non è importante in quanto uomo, ma solo per la sua funzione. E’ cibo per gli orsi e gli orsi lo conoscono così. Per gli oligarchi – uomini ma di altra specie – è un camionista, è un bracciante, è un cercatore d’oro, non è un essere umano, è una professione. La regione della Russia estrema è una terra ricca di una storia che non ha lasciato monumenti, ma solo ferite. A descrivere cosa resta oggi di questo luogo è il giornalista polacco Jacek Hugo-Bader nel libro “I diari della Kolyma”, edito da Keller.

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nazismo uguale comunismo

La Ue equipara nazismo e comunismo

La risoluzione evidenzia la necessità di uno sguardo storico comune dell’Europa a ciò che ora la unisce: il rifiuto di ogni totalitarismo

La risoluzione del Parlamento europeo di giovedì scorso, 19 settembre 2019, che ha sostanzialmente equiparato sul piano storico il nazismo al comunismo, possiede tutte le caratteristiche per diventare uno spartiacque politico-culturale decisivo per l’identità della stessa Unione Europea. Intanto perché è il Parlamento Europeo a essersi espresso su una questione di tale rilevanza, non una qualsiasi Commissione o un Tribunale con giurisdizione incerta. La risoluzione, votata da 535 deputati a favore, 66 contro e 52 astenuti, è un atto politico vero e proprio.

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I diari della Kolyma. Viaggio ai confini spettrali della Russia

I diari della Kolyma. Viaggio ai confini spettrali della Russia

"I diari della Kolyma. Viaggio ai confini spettrali della Russia" - Un bellissimo libro sulla Kolyma, la regione dove in epoca comunista sono morte di fatica e di fame milioni di persone.

L'autore ripercorre la "Strada delle Ossa" e i luoghi raccontati dal grande scrittore Varlam Shalamov nella sua monumentale opera "I Racconti della Kolyma". Entrami i libri sono indispensabili per capire cosa sia stato il comunismo e quale sia la sua eredita: una enorme povertà morale e materiale che ancora affligge molte regioni del mondo. Il libro è stato scritto una decina di anni fa ma credo che sia ancora del tutto attuale.

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Il negazionismo di sinistra

Il negazionismo di sinistra

“La nostra rappresentazione del male è limitata esclusivamente alla peste marrone” scrive Pascal Bruckner. “Non viene in mente a nessuno di includere la catastrofe del comunismo e le sue decine di milioni di morti in questo disco. Sebbene molti intellettuali combattano sulle orme di Hannah Arendt, Raymond Aron, François Furet, per bilanciare il totalitarismo, il doppio standard continua. Come sottolinea lo storico Thierry Wolton in un libro agghiacciante e malinconico, non c’è stata una Norimberga per il comunismo. L’Urss è crollata senza processo e la Russia, come la Germania post nazista, non ha fatto il lavoro della memoria. Questo negazionismo che minimizza i fatti o li deforma non sorprende nessuno quando si tratta di valutare la storia della Cina, del blocco sovietico o della Cambogia. I regimi marxisti sono sempre perdonati a causa della purezza delle loro intenzioni. Mantengono il monopolio della speranza e sembrano esenti da una condanna per il semplice fatto della nobiltà del loro ideale.

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Sbarco in Normadia

L’Italia s’è desta ma non s’è liberata, l’hanno fatto gli Alleati

Anche in base ai conti di Bocca un partigiano su due partecipò alla Resistenza solo dal 15 al 25 aprile 1945

“Siamo comunque grati agli americani per averci liberato, col concorso dei partigiani”. Curiosamente in un centro sinistra che spara contro Bush per la sua visita del 4 giugno, è quasi Fausto Bertinotti quello che si mostra più pacato. Ma anche lui usa poi un giro di parole la cui implicazione sembra essere che il lavoro sia stato per lo meno fifty-fifty, se non che addirittura siano stati i partigiani a fare lo sforzo principale. Prima ancora di essere il mito fondante dei partiti della Prima Repubblica, e in particolare del Pci, questo assunto fu fatto proprio dallo stesso Stato italiano, proprio per ottenere condizioni di pace meno gravose. “Anche l’Italia ha vinto”, era il famoso titolo di un numero speciale del 1945 del Mercurio, rivista culturale allora di grande prestigio.

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Il falò di una cultura: è l'11 settembre dell'Europa cristiana

Il falò di una cultura: è l'11 settembre dell'Europa cristiana

Incendio devasta Notre Dame. Le fiamme sono il tramonto forse definitivo dell'emblema di una città e una nazione - Stenio Solinas

Sei anni fa lo scrittore non conformista Dominique Venner scelse Notre-Dame per uccidersi con un colpo di pistola.

Era il suo modo di dire addio a una «certa idea» della Francia e dell'Europa, una nazione e un continente di cui si ostinavano a rimanere in piedi i monumenti, ma si era nei secoli disseccata la linfa; una protesta e, insieme, una rivendicazione perché le ragioni per vivere e le ragioni per morire sono spesso le stesse e quando le parole sembrano risultare impotenti, è necessario un atto per esprimere ciò che si prova.

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