Brigate Rosse - Partito Comunista Combattente

Brigate Rosse - Partito Comunista Combattente

Le Brigate Rosse hanno rivendicato 86 omicidi, in gran parte agenti di Polizia e Carabinieri, magistrati e uomini politici. Agli omicidi vanno aggiunti i ferimenti, i sequestri di persona e le rapine compiute per "raccogliere fondi" per l'organizzazione. Ci sono molti siti su cui approfondire il criminale operato delle Brigate Rosse. A noi interessa qui accennare alle radici culturali delle Brigate Rosse che seppure sconfitte sia militarmente che moralmente hanno sparso il loro veleno in ampi settori della società.

Parlare delle Brigate Rosse ovvero del Partito Comunista Combattente e delle sue radici nel comunismo tradizionale suscita sempre molto fastidio in Italia. 

Le Brigate Rosse - Partito Comunista Combattente avevano le medesime radici ideologiche del PCI Partito Comunista Italiano:

  • Si ispiravano al Marxismo Leninismo (e in una seconda fase anche al Maoismo).
  • Uguali anche gli scopi dichiarati: sovvertire lo stato borghese e sostituire alla democrazia la "dittatura del proletariato".

Tuttavia sarebbe ingeneroso non riconoscere le diversità dei due movimenti. Il PCI, principalmente i suoi dirigenti hanno prontamente preso le distanze dal terrorismo.

Un po' più ambigue le posizioni di molti dei militanti e dei simpatizzanti del PCI.

Ancora nel 2015 vi sono molti nostalgici delle Brigate Rosse: si tratta principalmente di quelli che in termini marxiani verrebbero chiamati "lumpen" o "lumpenproletariat". Ovvero sotto proletari o persone di scarsissime risorse intellettuali, inclini ad appoggiare ogni forma di ribellismo con poche distinzioni ideologiche (grillini, movimento dei forconi, brigatisti.. tutto va bene). Questo genere di individuo è quasi sempre afflitto da semi analfabetismo o analfabetismo di ritorno: pochissime o nulle le letture di qualche spessore.

Questo semianalfabetismo (che sembra affliggere 7 italiani su 10) si riflette nella quasi totale incapacità di comprendere un testo scritto, sia che si tratti di un articolo di giornale o di wikipedia. Seppur quasi analfabeti, questi individui sanno aggiornare il proprio profilo Facebook e sanno condividere i cartelli/slogan.

La loro insoddisfazione personale, l'incapacità di adattarsi e capire un mondo che cambia li rende frustrati. Di qui l'appoggio dei lumpen ad ogni forma di contrasto del "potere" e l'incondizionata fiducia in chi si schiera "contro": movimenti del no a tutto, complottisti, terroristi.

Il legame di questi movimenti con il comunismo può sembrare labile ma analizzando il loro linguaggio è evidente la radice marxista.

  • Come nella società comunista l'individuo viene privato di ogni responsabilità, allo stesso modo, il lumpen della società occidentale si ritiene vittima del potere: sono sempre «loro» a decidere.
  • Odio per il capitalismo, sfiducia nella democrazia liberale, odio ideologico preconcetto per l'America ritenuta la responsabile di qualsiasi nefandezza.
  • Attribuzione di tutti i mali alle multinazionali, sfiducia nella scienza ufficiale, fiducia nella "scienza alternativa".
  • Ossessione il complotti. "Sionisti", CIA, multinazionali sono indifferentemente indicati quali responsabili qualsiasi evento non gradito.
  • Disprezzo per la religione ritenuta corresponsabile del potere.
  • Appoggio per ogni forma di terzomondismo.

A differenza dei comunisti vecchio stampo, questi nuovi agitatori non hanno dei veri e propri riferimenti ideologici e testi di riferimento, ma attingono a un brodo di cultura che mescola marxismo, terzomondismo, complottismo (Giulietto Chiesa ex giornalista Rai o Grillo sono dei campioni nel diffondere ogni genere di assurdità) e si informano esclusivamente sui siti di "contro informazione".

"A me queste Brigate Rosse fanno un curioso effetto, di favola per bambini scemi o insonnoliti; e quando i magistrati e gli ufficiali Cc e i prefetti ricominciano a narrarla, mi viene come un'ondata di tenerezza, perché la favola è vecchia, sgangherata, puerile, ma viene raccontata con tanta buona volontà che proprio non si sa come contraddirla."
(Giorgio Bocca)

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