Grillo urla al popolazzo 5Stelle

Beppe Grillo

Beppe Grillo (il comico fondatore del movimento 5 stelle) sostiene la necessità di sottoporre al giudizio di un "tribunale speciale", ovviamente "popolare", i politici, gli industriali e i giornalisti, ovvero di coloro che lui ritiene colpevoli dello sfascio. Non mancano precedenti inquietanti nella "rivoluzione culturale" cinese e ancor prima nella rivoluzione bolscevica e nel "Terrore rosso".

Mao, l'inventore dei "campi di rieducazione" sosteneva la necessità di mandare a zappare gli intellettuali, esattamente come Grillo e il popolazzo grillino che ripete pappagallescamente i suoi slogan.

Mao Tse-tung è passato tristemente alla storia (assieme a Pol Pot) nel sua azione "purificatrice" volta a fare cambiare mentalità  dei suoi connazionali. Mao promosse una violenta azione di "rieducazione di massa" costata la vita a milioni di cinesi.  Prima di Mao, anche Stalin e Lenin avevano perseguitato fino allo sterminio le precedenti classi dirigenti i contadini e i fedeli. La cosiddetta innellighentja veniva a varie ondate considerata colpevole dei fallimenti del socialismo (dovuti all'inettitudine amministrativa dei bolscevichi) e accusata di "sabotaggio".

Con queste idee, in Unione Sovietica sono state mandate a morire nei gulag le forze migliori della società: ingegneri, tecnici, agronomi, artisti, giuristi, agronomi, religiosi, scienziati.

Il potere sovietico ha messo al loro posto i più esaltati e violenti rivoluzionari portando il paese alla miseria. In Cambogia il regime comunista dei Khmer rossi di Pol Pot la follia ideologica si è spinta a condannare a morte le persone "colpevoli" di portare gli occhiali (giudicate "intellettuali o borghesi" e quindi da eliminare secondo i dettami dell'ideologia marxista leninista).

Come afferma Vittorio Feltri: "il timore, in sostanza, è che Grillo condanni, attraverso i suoi militi ignoti, tutti noi, politici, industriali e cronisti, a una pena di tipo maoista: basta scrivere, basta parlare, basta produrre; è giunta l'ora di zappare e di dedicarsi alle zolle. Simile prospettiva non induce a esultare. D'altronde il capo del Movimento 5 stelle si è recentemente espresso in maniera encomiastica nei confronti di Marx. Praticamente lo ha rivalutato. Per cui, se al prossimo passo, dovesse riabilitare anche Mao non saremmo stupiti ma infelici assai. In fondo siamo bravi ragazzi e non meritiamo certi castighi. Grillo ha annunciato di voler predisporre una lista di imputati che sarà ufficialmente divulgata lunedì mattina, dopo che il M5s sarà stato incoronato primo partito del nostro povero Paese (cosa che per fortuna non è avvenuta NRD). Quale destino ci aspetta, cari scribi, cari industriali e cari politici?".

Delegittimare, isolare, liquidare il nemico, (scrive Riccardo Liguori sul suo Blog di Repubblica) la tecnica mafiosa per eccellenza, secondo Giovanni Falcone. Ma non solo mafiosa. La delegittimazione è una tecnica adottata da molti dittatori, l'esempio classico è quello delle purghe staliniane. Delegittimare, isolare, liquidare. E' lo stesso schema utilizzato dai gruppi parlamentari grillini contro due “dissidenti” e che apre la strada a una epurazione più ampia. Così finalmente Grillo e Casaleggio avranno i loro “guerrieri” in Parlamento.

Stalinismo grillino
Stalinismo M5S

La foto che vedete riproduce un post apparso sulla pagina Facebook ufficiale del M5S della Camera. Un post rivolto contro una loro deputata, la cagliaritana Paola Pinna. Una cosa degna di Vyšinskij. Prima la delegittimano, poi negano di averla mai vista, lasciano intendere che è una che pensa solo ai soldi. Poi la isoleranno (anzi, hanno già cominciato: “Paola Pinna chi?”) e infine lasceranno alla "rete" il compito di liquidarla, decretandone l'espulsione. Così hanno fatto con la senatrice Adele Gambaro, insultata per giorni su Internet senza che il suo gruppo parlamentare sentisse l'esigenza di difenderla ufficialmente (lo hanno fatto alcuni suoi colleghi, ma è una cosa diversa). Colpisce anche il linguaggio utilizzato. Contro la senatrice emiliana si è scagliato Grillo in persona, modificando il suo “uno vale uno” in un eloquente e offensivo “vali niente”. Contro la Pinna ci ha pensato invece il suo collega Manlio Di Stefano, che fatto proprio copiato e incollato su Facebook un commento del radiodrammaturgo Diego Cugia: “Ma risparmiatemi questa Cosetta dei Miserabili dell'onorevole grillina Paola Pinna (laureata disoccupata che viveva con i genitori a Quartucciu, Cagliari, e con cento voti cento è diventata deputata al Parlamento) che invece di spargere petali di rosa dove Grillo cammina, sorge in difesa di una certa Gambaro, un'altra miracolata che si crede Che Guevara”. Parole dalle quali trasuda un disprezzo antropologico e quasi di classe: da una parte il giovane ingegnere palermitano trapiantato a Milano che ha salito la scala sociale; dall'altra la disoccupata di Quartucciu che vive con i genitori. Andrebbe forse aperta una parentesi sul fatto che Di Stefano non è minimamente sfiorato dal sospetto di essere anche lui un miracolato dal Porcellum, ma lasciamo perdere per carità di patria. Colpisce, infine, il fatto che questo trattamento venga riservato a due donne. Che non sono certo le uniche due “dissidenti” tra i parlamentari Cinquestelle ma vengono colpite con particolare durezza. Un tratto di sessismo che ricorda quello con cui Beppe Grillo si scagliò contro la dissidente ante litteram Federica Salsi: “La tv è il vostro punto G”.***  Il suo deve essere lo stalinismo. In salsa genovese.

Alcune sparate di Grillo sono meno bolsceviche ma piuttosto tipiche di tutti i caproni terzomondisti. Un esempio per tutti:
"la crescita non dà lavoro" e altri simili slogan presi dal "filosofo" della "decrescita felice" Serge Latouche.

Altre volte le stupidaggini di Grillo sono tipiche idiozie da lumpen di bar di periferia, ad esempio sulla mafia: "aveva una sua morale", ma "è stata corrotta dalla finanza".

Beppe Grillo, ha un atteggiamento ostile nei confronti degli scienziati e della scienza [si veda Lenin] che lui chiama "scienza ufficiale". Ovviamente Grillo nutre una fiducia sconfinata nelle teorie "alternative". Spesso si esprime in modo oltraggioso e sprezzante verso luminari o premi Nobel. 

«Vecchia puttana»: così Beppe Grillo ha apostrofato il premio Nobel Rita Levi Montalcini. “Cancronesi” è stato l'epiteto rivolto a Umberto Veronesi, medico, oncologo di fama mondiale e direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia. E l'invettiva è andata anche oltre: “Sono decenni che questo uomo sandwich si occupa di finanza, di imprese e, saltuariamente, di salute. Non è informato sui fatti e ha qualche piccolo conflitto di interessi. Per lui inceneritori e istituto dei tumori sono un ciclo virtuoso di creazione della malattia. Un business. La provoca e la cura.” (Beppe Grillo, Febbraio 2008)

Lo schema ideologico è sempre lo stesso: c'è un complotto ordito a seconda dei casi da Cia, dagli americani, dalle banche, dal gruppo Bildemberg, "Big Pharma" ecc.. per "nasconderci" la verità.

La verità, secondo Grillo, e il popolazzo grillino non è mai quella che appare, quella dei giornali ("servi" dei suddetti "poteri forti") e nemmeno quella dei libri o quella della scienza: la verità che lui propone è sempre quella "alternativa". Questa verità alternativa è sempre rivelata solo da poche e selezionate fonti di "controinformazione" una delle quali è il suo blog. Evviva la Pravda grillina che smaschera i complotti dei potenti e dei corrotti!

Stalin e Maksim Gor'kij
Stalin e Maksim Gor'kij

Nel dare la colpa di tutto agli "altri" Grillo ricorda il facile espediente usato dallo scrittore sovietico Gor'kij che in occasione di una visita propagandistica a un GuLag (i lager comunisti) disse ai "socialmente vicini":

"Qualsiasi capitalista ruba più di tutti voi messi insieme!" (Ndr: i Socialmente vicini, per i comunisti, sono i ladri, i malavitosi, ma sto divagando). 

I criminali urlano lusingati... [...]. Si punta sul romanticismo dei trasgressori... (Solzenicyn).


Non trova il lettore, che questo modo di arringare la folla e di fare riferimento agli "altri", è tipico anche di Grillo e dei grillini che con simili frasi a effetto cercano il consenso del popolazzo?

Grillo in un pacato ragionamento
Grillo in un pacato ragionamento

Grillo dall'alto della sua "saggezza", pontifica anche sulle guerre e sulla politica internazionale: i massacri in Siria? «Ci sono cose che non possiamo capire. Non sappiamo se sia una vera guerra civile o si tratti d’agenti infiltrati nel Paese». [il suo delfino, il genio della savana, Di Battista ha sostenuto convintamente la necessità di trattare con i tagliagola dell'Isis].
L’Iran di Ahmadinejad? «Un giorno ho visto impiccare una persona, su una piazza di Isfahan. Ero lì. Mi son chiesto: cos’è questa barbarie? Ma poi ho pensato agli Usa. Anche loro hanno la pena di morte: hanno messo uno a dieta, prima d’ucciderlo, perché la testa non si staccasse. E allora: che cos’è più barbaro?». E i diritti delle donne? «Mia moglie è iraniana. Ho scoperto che la donna, in Iran, è al centro della famiglia. Le nostre paure nascono da cose che non conosciamo». (Intervista di Grillo al quotidiano israeliano Yedioth Ahronot, 26 giugno 2012).

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